giovedì 21 febbraio 2008

Risveglio primaverile: le piante spontanee

La primavera è il momento più indicato per la depurazione del nostro fisico da tutto ciò che è stato accumulato durante l'inattività invernale.

La natura ci viene in aiuto donandoci in questo periodo la maggior parte delle erbe ricche in principi attivi amari che tanto giovano al nostro fegato affaticato e al nostro colorito spento. Le cure depurative andrebbero prolungate per una quindicina di giorni, utilizzando quotidianamente il succo o gli infusi di queste piante.

La parte del protagonista sicuramente la fa il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone o insalata matta.
Le foglie sono caratterizzate dalla forma lanceolata con incisioni abbastanza profonde e con una nervatura centrale in rilievo. Vengono usare crude in tutte le insalate miste, mentre quelle raccolte dopo la fioritura sono meno tenere ed è opportuno consumarle cotte. Sono ottime come depurativo - disintossicante ed il risultato si nota anche dalla luminosità della pelle. Questo tipo di insalata è utile anche in caso di inappetenza e cattiva digestione (come aperitivo stimola i succhi gastrici). E' presente anche una blanda azione diuretica, più decisa invece nel decotto delle radici, che una volta venivano usate tostate come sostituto del caffè. Il tarassaco può essere usato anche come coadiuvante nelle cure dimagranti.

Proprietà simili hanno le giovani foglie della bardana, che essendo coriacee, più che in insalata si possono usare nelle minestre. Pianta comune, viene soprattutto consigliata nelle depurazioni degli adolescenti con problemi di acne e seborrea, ai quali si può consigliare anche l'applicazione di un cataplasma sullo sfogo cutaneo. Per gli stessi problemi si può utilizzare anche il decotto delle radici raccolte prima della fioritura della pianta.

Un'altra pianta che può essere consumata tutto l'anno, ma che sicuramente appena spuntata è più tenera, è la malva. Dalle foglie e i fiori si può ottenere un infuso o un leggero decotto con proprietà antinfiammatorie per tutto il tratto gastroenterico ed espettorante per l'apparato respiratorio. Mentre per avere un leggero lassativo occorre prolungare la cottura per 20 minuti. La malva può essere impiegata anche per lenire infiammazioni cutanee, oculari e del cavo orale (classico è il consiglio del dentista per le gengive irritate). Questa pianta può essere usata cruda nelle insalate o leggermente cotta nelle minestre o nelle frittate. La malva è la classica pianta che non dovrebbe mai mancare in casa.

Una pianta che comunemente si trova a ridosso di muretti o su terreni ombrosi, è la parietaria, che le nostre nonne conoscevano perché la usavano per pulire contenitori di vetro o di rame per via dei suoi peli ruvidi ricchi di sali minerali. Invece le prime foglie o i getti apicali cotti in minestre diventano morbidi e dolci.

Erbe per il sistema immunitario

Diverse erbe si distinguono quanto a capacità di rafforzare il sistema immunitario o di ripristinare e aumentarne la resistenza. Il consiglio è tassativo: consultare sempre un esperto in materia.

Attività protettiva contro tossine o disordini di certi organi specifici, antitumorale, tonificante e reintegrativa del sistema immunitario o dell'organismo nel suo complesso...queste le proprietà di alcune erbe amiche della salute, alcune considerate anche antistress e lo stress, si sa, diminuisce l'efficienza del sistema immunitario. Sono cinque le erbe per il sistema immunitario: Ashwagandha, Astragalo, Eupatorio, Ginseng siberiano, Radice rossa.

Ashwagandha. Nel mondo occidentale si usa la radice. Potente tonificante del sistema immunitario, una delle sue migliori qualità è la sua sicura e provata azione come calmante dei nervi. Agisce abbassando il livello di stress nell'organismo di persone sottoposte a forti tensioni e porta il sistema immunitario a livelli di attività ottimali. Come la maggior parte dei tonici del sistema immunitario, l'erba funziona meglio in tempi lunghi; è necessario un periodo da sei settimane a sei mesi per verificare se l'erba ha agito oppure no. Simile negli effetti al ginseng con costi molto più contenuti, l'Ashwagandha si trova nei migliori negozi specializzati in medicina naturale: la radice viene polverizzata e venduta sotto forma di capsule da prendere da 1 a 6 al giorno.

Astragalo. Pianta perenne con una lunga radice fibrosa usata in medicina.
Rinvigorisce, stimola e cura il sistema immunitario; è un antivirale, tonico, diuretico, rinvigorisce le funzioni dei polmoni, della milza e dell'apparato digerente. Eccezionalmente efficace per il sistema immunitario, in Cina il suo uso è testimoniato da millenni nel trattamento del raffreddore e dell'influenza. Un buon modo di usare l'astragalo in medicina è quello di farne una minestra oppure cuocere riso in un infuso forte o in una tisana di astragalo. La radice, tagliata a fette, dopo la cottura va tolta e scartata perché è troppo fibrosa per essere mangiata.

Eupatorio. Si usano le parti esposte. Immunostimolante, febbrifuga, tonificante delle mucose, antinfiammatoria, stimolante della circolazione esterna, tonificante dello stomaco, l'eupatorio è efficace specialmente nelle infezioni resistenti. Così, se vi sentite male per uno stato febbrile con dolore alle ossa, poi vi sentite meglio, poi avete varie ricadute, siete stanchi e debilitate e avvertite una sensazione di assenza mentale, l'eupatorio è quello che fa per voi da prendere sotto forma di tisana o di soluzione alcolica.

Ginseng siberiano. La radice può essere acquistata facilmente. Aumenta la resistenza generica degli esseri umani nei confronti di numerosi agenti patogeni. Il ginseng siberiano è specificamente indicato per persone con esaurimento da immunodepressione, prive di energia vitale e con tendenza ad ammalarsi facilmente. Può essere preso sotto forma di tisana, soluzione alcolica o di capsule.

Radice rossa. Antinfiammatoria e tonica, è anche astringente, antisettica e coagulante del sangue. Si prende sotto forma di soluzione alcolica, tisana, decotto forte, preparato per gargarismi, capsule.

L'erboristeria in casa

Come coltivare le piante della salute, quando e come raccoglierle, come conservarle e come utilizzarle... semplici indicazioni per beneficiare delle virtù delle erbe.

Per la coltivazione è difficile generalizzare, ogni pianta ha particolari esigenze e quindi è impossibile dare indicazioni valide per tutte, per questo rimandiamo alle schede botaniche facilmente rintracciabili su libri di giardinaggio.

Il momento migliore per raccogliere le piante è il mattino, meglio nelle giornate asciutte e ventose.

Le parti sotterranee cioè radici, rizomi, bulbi e tuberi si raccolgono quando la pianta è in riposo, cioè in autunno o all'inizio della primavera, prima che cominci a vegetare.

Le cortecce si raccolgono in primavera quando i rami sono gonfi di linfa, mentre le foglie in primavera inoltrata quando sono completamente sviluppate.

Le gemme si raccolgono all'inizio della primavera, prima che schiudano, i fiori prima che le corolle si aprano completamente, i frutti quando sono ben maturi e i semi appena prima che la pianta li abbandoni all'ambiente a propagare la specie. Per la raccolta sarà previdente avere a portata di mano un cesto rigido per evitare che le piante si schiaccino e comincino a deteriorarsi.

Cercate di ridurre al massimo il tempo che intercorre tra la raccolta e l'essicazione: questo permette alle piante diseccate di conservare a lungo i principi in esso contenuti che, in caso contrario, andrebbero immediatamente perduti...

Tecniche di essicazione
Si dispongono le piante su telai a graticcio ma si possono adoperare assicelle coperte di grossa iuta o fogli di carta assorbente: i luoghi ideali sono quelli freschi, asciutti e ventilati a riparo da raggi diretti del sole.
Gli unici che vogliono il sole sono i frutti carnosi o anche le radici che possono, dopo essere state ripulite dal terreno, essere tagliate a pezzi o a rotelle e infilate in uno spago come in una collana.

Il tempo dell'essicazione varia con il clima della zona e l'esposizione: a secondo dell'una o dell'altra può essere di 10-20 giorni.

Durante il periodo in cui le piante sono a seccare, di tanto in tanto, rivoltatele per far prendere loro più aria e controllatele in modo che non ci siano parti che si sono ammuffite o macchiate: se il tempo è stato piovoso, prima di riportare le vostre piante in recipienti ben chiusi e sempre ben etichettati, mettetele per qualche ora esposte ai raggi del sole.

Le piante raccolte vanno utilizzate entro l'anno.

I modi più semplici di utilizzare le piante secche sono unfusi e decotti o macerazioni, mentre per la preparazione di polpe e succhi è indispensabile servirsi di parti appena colte, fresche e succose.

L'essenza di lavanda è proprio un rimedio ideale per molteplici disturbi

Lavanda dalle mille virtù

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Una pianta a cui si possono tranquillamente affidare tutti coloro che vogliono ottenere con rimedi naturali un influsso benefico sull'animo, sul corpo e sullo spirito.


Il momento giusto per la raccolta della lavanda coincide con la fioritura della parte mediana della pannocchia, questo accade in luglio e in agosto, a seconda del luogo di coltivazione.

Utilizzata sotto forma i tisana, di essenza aromatica, di tintura madre, aggiunta all'acqua per il bagno, sotto forma di pomata, in impacchi e in impiastri, oppure come olio per massaggi, la lavanda è dimostrata un valido rimedio casalingo nella cura dei problemi della pelle e dei disturbi bronchiali infantili. E non solo, grazie ai suoi poteri distensivi e rilassanti l'essenza profumata di lavanda rinvigorisce il corpo e l'anima.

La sostanza più importante per i suoi effetti terapeutici contenuta nella lavanda è il linalilacetato, uno dei principali responsabili del caratteristico profumo della lavanda. Si suppone che il linalilacetato, unitamente ad altre sostanze, stimoli la produzione di serotonina nel cervello. La serotonina è un ormone che agisce, come un messaggero dell'organismo, in maniera positiva sull'umore e sullo stato generale di salute. Sembra che lo stress e la sovrabbondanza di stimoli abbassino il tasso di serotonina nell'organismo. Una carenza di serotonina può provocare disturbi di origine nervosa: dai mal di testa ai problemi digestivi, dai disturbi cardiocircolatori fino ai disturbi del sonno e dell'alimentazione. Ed ecco come può aiutare il linalilacetato: calma, alza il tono dell'umore, rilassa, scioglie le paure.

Nell'essenza di lavanda è contenuta un'altra sostanza in percentuali altrettanto notevoli: il linaiolo, dalla straordinaria efficacia antimicrobica, combatte cioè contro batteri virus e funghi. Il linaiolo è responsabile del fatto che l'essenza di lavanda abbia un'azione antinfiammatoria, rigenerante e antisettica.

Presenti in misura minore, ma ancora efficace, la canfora e l'eucalipto contribuiscono a determinare la tipica la tipica azione terapeutica della lavanda: rinvigorente, stimolante, espettorante (fluidifica la secrezione del catarro ed aiuta ad espellerlo dalla trachea e dai bronchi), antispastica (provoca il rilassamento della muscolatura, soprattutto digestiva), antinfiammatoria.

L'essenza di lavanda è proprio un rimedio ideale per molteplici disturbi e non dovrebbe mai mancare nell'armadietto delle medicine di casa.

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